PERPETUAL PLANET

5 Agosto, 2021

PERPETUAL PLANET

PERPETUAL PLANET

ROLEX E MISSION BLUE

 

Mission Blue è partner dell’iniziativa Perpetual Planet di Rolex per aiutare personalità e organizzazioni prestigiose a trovare soluzioni alle sfide ambientali come la protezione degli oceani.

GLI ESORDI

Per Hans Wilsdorf, fondatore di Rolex, il mondo era un laboratorio a cielo aperto. Fin dagli anni `30, cominciò a usarlo come terreno di prova per i suoi orologi Oyster Perpetual, sottoponendoli a condizioni estreme, al polso degli esploratori che partivano alla scoperta dell’ignoto. Con l’avanzare del XXI secolo, le esplorazioni, prima mosse da un semplice desiderio di scoperta, diventano sempre più un modo di preservare la natura.

Per Rolex, “Perpetual” è più di una parola su un quadrante. È una filosofia che incarna la visione e i valori di Hans Wilsdorf per cercare sempre di raggiungere l’eccellenza, per rompere i confini e contribuire a costruire un mondo migliore. Aiutando a creare un pianeta sostenibile – un pianeta perpetuo – Rolex continua a far vivere l’eredità del suo fondatore.

L’INIZIATIVA PERPETUAL PLANET DI ROLEX

Attraverso la sua iniziativa Perpetual Planet, Rolex collabora con personalità e organizzazioni prestigiose per trovare soluzioni alle sfide ambientali. Finora, l’iniziativa si basa su tre pilastri: la storica partnership con National Geographic, i Rolex Awards for Enterprise e Mission Blue.

NATIONAL GEOGRAPHIC

Rolex, partner di National Geographic dal 1954, fornisce il suo sostegno nell’ambito delle esplorazioni che l’organizzazione conduce negli ambienti più ostili del pianeta per documentare i cambiamenti in atto, definire le implicazioni per le persone e la fauna selvatica e catalizzare le soluzioni. Da aprile a giugno 2019, la spedizione sull’Everest ha studiato gli effetti del cambiamento climatico. Il team di oltre 30 scienziati, tra cui diversi ricercatori della Tribhuvan University, in Nepal, ha allestito con successo una rete di stazioni meteorologiche automatizzate, tra cui la più alta del mondo a 8.400 metri. Le stazioni meteorologiche forniscono un flusso di dati che aiuta a determinare le proiezioni di neve e ghiaccio. Il team, inoltre, ha raccolto carote di ghiaccio e campioni di neve e sedimenti da sottoporre ad analisi presso l’Università del Maine, negli Stati Uniti.


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